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Riutilizzo della Cenere del Camino: un aiuto insospettabile per le pulizie domestiche e la cura delle piante

Scopri come la cenere del camino può diventare un alleato in casa e nell’orto. Dalla pulizia domestica all’arricchimento del suolo, impara a sfruttare al meglio la cenere di legna.

Una paletta di polvere grigia che sembra inutile. Poi una frase detta sul pianerottolo, un gesto tramandato, e d’un tratto la cenere del camino smette di essere scarto: diventa strumento, piccola alleata in casa e nell’orto. È una storia di mani, abitudini e materia che torna utile quando sai ascoltarla.

Riutilizzo della Cenere del Camino: un aiuto insospettabile per le pulizie domestiche e la cura delle piante

Per anni l’ho buttata via. Scopa, paletta e pattumiera. Finita lì. Finché una vicina, con il passo lento e la memoria lunga, mi ha detto: “Non si getta, si usa.” Ho sorriso, poi ho iniziato a farle domande. Che legna avevi? Dove la mettevi? Ho scoperto che la “buona” cenere nasce solo da legno non trattato. Niente vernici, niente compensati, niente carbone. Solo cenere di legna pulita, asciutta, ben spenta.

Qui entra la prudenza. La cenere nasconde braci calde per ore. A volte per giorni. Meglio un contenitore metallico con coperchio, su pavimento non combustibile. Lascia raffreddare 48–72 ore. Quando la maneggi, usa guanti e mascherina: è fine, alcalina, vola ovunque. E non farla bagnare in mano: diventa caustica.

La cenere e i suoi benefici

Poi ho cercato i numeri, perché le abitudini si rispettano, ma i dati le mettono a fuoco. In media, la cenere contiene 25–45% di carbonati di calcio, circa 5–7% di potassio (come K2O), 1–2% di fosforo e microelementi. Alza il pH del suolo. E questo cambia molte cose.

Pulizie di casa, a colpo sicuro. Vetro del focolare: inumidisci carta, intingi in poca cenere e fai movimenti circolari. Funziona come un abrasivo finissimo. Rimuovi residui e asciuga con un panno. È una delle pulizie domestiche più rapide e soddisfacenti. Pentole nere di fumo e griglie: fai una pasta con gocce d’acqua e un cucchiaino di cenere. Strofina, lascia agire, risciacqua.

Aiuta a sgrassare e a lucidare superfici robuste. Evita alluminio morbido, cromature e superfici delicate: potrebbe graffiare. Prova sempre in un angolo nascosto. Scale e vialetti gelati: una spolverata crea presa sul ghiaccio. Non scioglie come il sale, ma aumenta l’attrito e si vede subito. Non usarla su pavimenti interni: macchia. Nota utile: per il calcare servono acidi, non basi. La cenere non è la scelta giusta.

In giardino, con misura. Qui la materia grigia dà il meglio. Il potassio sostiene fioriture e frutti, il calcio tampone ammorbidisce terreni acidi. Orti e frutteti con suoli acidi: 70–100 g/m² all’anno sono una dose prudente. Distribuisci a spolvero, interra leggermente. Evita giornate ventose o bagnate. Non eccedere. Evita le acidofile (mirtilli, azalee, camelie) e le patate: l’aumento del pH può favorire la scabbia comune.

Nel compost: solo strati sottili, meno dell’1% in peso, per non bloccare i processi. La cenere aiuta a tamponare l’acidità, ma troppa rallenta la vita del cumulo. Paracadute contro le lumache: un anello di cenere asciutta attorno alle piantine crea una barriera temporanea. Resiste finché non piove. È un trucco d’emergenza, non una cura.

C’è anche la tradizione della “lisciva”, l’acqua di cenere per lavare i panni. Esiste e ha basi chimiche solide, ma è caustica e richiede competenza. Se non hai pratica, meglio evitare.

Quello che mi colpisce, ogni volta, è la semplicità concreta di tutto questo. Una mattina d’inverno, il fuoco che si spegne, il vetro che torna limpido, l’orto che “respira” la sua piccola dose. È un ciclo breve, domestico, quasi intimo. E mi chiedo: quante altre cose, in casa nostra, aspettano solo uno sguardo diverso per smettere di essere scarto e tornare possibilità?

Simone Tortoriello

Classe 1996, Giornalista Pubblicista. Amante del calcio, dei motori e dello sport in generale, dopo l’esperienza fallimentare sul prato verde ho avuto maggior fortuna nel “dietro le quinte”. Grande tifoso dell’Inter e della Ferrari, sono cresciuto al momento giusto per godermi il periodo più buio della storia di entrambe.

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