Scopri come funziona la “pensione per casalinghe” e quali strumenti previdenziali esistono per chi lavora in casa. Le informazioni dettagliate
Una vita intera a tenere insieme casa, figli, conti, tempi: e poi, arrivati vicino alla soglia della pensione, il dubbio. Esiste davvero una “pensione per casalinghe”? Sì e no. Ci sono strumenti concreti, ma vanno capiti, scelti e, se serve, costruiti passo dopo passo.
La risposta breve è che non c’è una pensione automatica “senza aver versato nulla”. Esistono però tre strade principali, tutte ufficiali e gestite da INPS.

Il Fondo casalinghe INPS. È un fondo previdenziale per chi svolge lavori di cura non retribuiti in famiglia. Requisiti tipici: età tra 16 e 65 anni, niente pensione in pagamento, nessuna copertura previdenziale obbligatoria attiva. L’iscrizione è gratuita; i versamenti sono volontari e liberi (ogni pagamento deve essere almeno di 25 euro).
Pensione casalinghe, cosa esiste davvero per chi lavora in casa
Con i versamenti maturi diritto a una pensione di vecchiaia: in via generale a 57 anni con almeno 5 anni di contributi se l’importo raggiunge almeno 1,2 volte l’assegno sociale; altrimenti a 65 anni, prescindendo da quell’importo. Esiste anche la pensione di inabilità con requisiti sanitari e contributivi specifici. Dati e requisiti sono pubblicati su inps.it e aggiornati periodicamente.
L’assegno sociale. Non è una pensione contributiva. È una prestazione assistenziale per chi ha 67 anni, redditi molto bassi e residenza legale e continuativa in Italia da almeno 10 anni (requisito introdotto per legge). L’importo è aggiornato ogni anno. Valori 2024 (da verificare per l’anno in corso): circa 534,41 euro al mese per 13 mensilità, con soglie di reddito differenziate per single e coniugati. INPS pubblica ogni anno gli importi aggiornati.
La pensione di reversibilità (o indiretta). Se il coniuge deceduto era pensionato o assicurato, il coniuge superstite può avere una quota della sua pensione. Percentuali standard: 60% al coniuge da solo, 80% con un figlio, 100% con due o più figli, con possibili riduzioni in base ai redditi del beneficiario. Le regole sono in chiaro sul portale INPS.
Fin qui la sostanza: “senza contributi” non c’è una pensione specifica per casalinghe; ci sono però strumenti reali che, se attivati in tempo, fanno la differenza.
Come muoversi: esempi pratici e passaggi
Se hai 55 anni e nessuna posizione aperta: valuta l’iscrizione al Fondo di previdenza per casalinghe. Puoi versare quando vuoi nell’anno. Ogni versamento accredita mesi proporzionali. Per maturare 5 anni effettivi servirà costanza; l’importo finale dipenderà dal totale versato e dalla rivalutazione. Puoi presentare domanda online con SPID/CIE/CNS oppure tramite patronato.
Se hai 66 anni, reddito quasi zero e residenza continuativa in Italia da 10 anni: informati sull’assegno sociale. La procedura è telematica su inps.it; un patronato può verificare i requisiti reddituali e i documenti. Ricorda che l’importo varia in base ai redditi del nucleo.
Se il tuo coniuge è venuto a mancare: verifica subito la reversibilità. Tieni a portata di mano certificato di morte, stato di famiglia, dati della pensione del coniuge, IBAN. La decorrenza dipende dalla data del decesso e dalla presentazione della domanda.
Se hai periodi di lavoro passati: chiedi a INPS o a un CAF la verifica della tua posizione. Potresti attivare i contributi volontari (servono, in via generale, almeno 5 anni di versamenti complessivi oppure 3 negli ultimi 5) per completare i requisiti di una pensione ordinaria. È una strada diversa dal Fondo casalinghe ma spesso complementare.





