Esenzione Bollo Auto per Pensionati Over 70 dal 2026: Scopri Come Funziona

Un sollievo atteso: dal 2026 i pensionati over 70 potrebbero dire addio al bollo auto. In questa guida trovi cosa c’è già sul tavolo, cosa manca per renderlo operativo e come prepararti per ottenere l’agevolazione senza sorprese.

Capita così: la busta del bollo auto arriva a ridosso della pensione e sposta equilibri fragili. Per molti over 70 è una spesa ricorrente che non perdona. Da qui nasce la novità più discussa degli ultimi mesi: un’esenzione dedicata ai pensionati over 70 a partire dal 2026. È una misura attesa e, sulla carta, sensata. Ma tra l’annuncio e la vita reale ci sono passaggi tecnici da non sottovalutare.

Ad oggi lo scenario è questo: il Governo ha avviato il percorso normativo per introdurre l’agevolazione. Non è ancora tutto scolpito nella pietra. Servono i decreti attuativi e le delibere delle Regioni, perché il bollo è un tributo regionale. Finché questi atti non usciranno, l’esenzione non sarà operativa. È importante saperlo per non incorrere in sanzioni confidando in anticipo in una regola che, per ora, non è in vigore.

Chi potrà avere l’esenzione

Le linee attese, coerenti con la disciplina vigente sui tributi auto, vanno in una direzione chiara: Età: 70 anni compiuti. Stato: titolari di pensione. Tetto economico: probabile requisito di ISEE (valore non ancora fissato). Veicoli ammessi: verosimile limite a un solo mezzo intestato e a una potenza contenuta; dettaglio da confermare. Residenza: l’agevolazione sarà gestita a livello regionale.

Questi elementi sono logici e in parte già utilizzati per altre esenzioni (disabilità, storiche, elettriche), ma non sono ancora ufficiali. Le condizioni definitive saranno nei testi attuativi regionali.

Cosa fare dal 2026 (e già da oggi)

Verifica ufficiale: controlla il portale tributi della tua Regione e il servizio “Calcolo Bollo” dell’ACI. Sono i canali che pubblicheranno requisiti e scadenze. Documenti in ordine: prepara CIE/CNS/SPID, certificazione pensionistica, ISEE aggiornato, libretto di circolazione. Una sola domanda: è probabile che l’esenzione vada richiesta ogni anno o al primo accesso, con controlli automatici successivi. Procedura e tempi dipenderanno dalla Regione. Scadenze: finché l’esenzione non appare nel tuo fascicolo tributario, il bollo si paga. In caso di diritto riconosciuto, è plausibile un meccanismo di “non dovuto” o rimborso se versato per errore.

Quanto si risparmia? Dipende da potenza, classe ambientale e territorio. La base nazionale (per vetture Euro 4–6) oggi è di 2,58 €/kW fino a 100 kW e 3,87 €/kW oltre, con possibili variazioni regionali. Un’auto da 55 kW può costare circa 120–160 euro/anno; una da 85 kW 200–260 euro/anno; sopra i 100 kW si sale. Un’esenzione piena significa mettere in tasca l’intero importo, ogni anno.

E un esempio concreto. Maria, 72 anni, pensione minima e Panda 1.2: oggi spende poco meno di 150 euro l’anno. Se la Regione conferma i requisiti e il suo ISEE rientra, il conto si azzera. Per chi vive con entrate fisse, è la differenza tra rinviare una visita odontoiatrica o farla subito.

Una nota di metodo. Nel mondo del bollo la regola è semplice: è esente ciò che è scritto nei provvedimenti e visibile nei servizi regionali/ACI. Il resto è attesa. Intanto, vale la pena chiedersi: come useresti quel risparmio? Un piccolo viaggio, una manutenzione in più, una cena con i nipoti. Perché dietro una tassa c’è sempre una storia di mobilità, libertà e scelte quotidiane. E dal 2026, forse, anche un respiro più largo.

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