Una piccola sbavatura nella scritta. Un tratto fuori posto. E all’improvviso la solita 100 lire diventa una storia da raccontare, una caccia al dettaglio che fa battere il cuore ai collezionisti e riporta in tasca il rumore del metallo di un’altra Italia.
La moneta da 100 lire è un’icona familiare. Chi l’ha usata ricorda il volto di Italia al dritto e Minerva con l’ulivo al rovescio. Design di finezza classica, materiale in acmonital resistente alle graffiature, diametro ampio e gradevole in mano. La prima emissione è del 1955. Poi una lunga storia, fatta di tirature, micro-aggiornamenti e un ritorno “in piccolo formato” nei primi anni Novanta. È una moneta che parla chiaro, anche quando tace nel fondo del cassetto di un nonno.
La parte intrigante arriva quando la regolarità si incrina. A volte, nel processo di incisione dei coni o in fase di battitura, la leggenda — la scritta circolare “REPVBBLICA ITALIANA” — mostra anomalie. Piccole, ma sufficienti a trasformare un oggetto comune in una varietà di conio contesa. La prima volta che ne ho vista una, l’occhio si è fermato su una “A” chiusa in modo strano: bastò una lente per accorgermi che lì c’era una storia.
Errore nella leggenda: cosa cercare
Quando si parla di errore nella leggenda su una 100 lire, i casi più ricercati sono lettere ribattute o sdoppiate, spaziature anomale e disallineamenti evidenti, lettera capovolta o punzone diverso (ad esempio “U”/“V” disomogenee), tratti mancanti o colpi di conio che cancellano una parte della scritta.
Non tutte le anomalie valgono. Usura e colpi da circolazione non sono errori di conio. Servono segni netti, ripetibili su pochi esemplari e riconoscibili senza ambiguità. In presenza di dubbi, è decisiva una perizia sigillata di un professionista e il confronto con archivi d’asta: la prova del mercato è spesso la miglior bussola.
E qui entra il punto centrale: il valore. Gli esemplari con un errore di leggenda chiaro e raro, in alta conservazione (SPL, qFDC, FDC), hanno registrato aggiudicazioni che vanno dalle poche centinaia fino a superare i mille euro nei casi più spettacolari. Le anomalie minori, o poco leggibili, restano in fascia modesta: decine di euro, talvolta poco più. L’elasticità è alta e dipende da tre fattori: nitidezza dell’errore, rarità effettiva (quanti pezzi noti) e stato di conservazione.
Prezzi e metodo: la via del collezionista
Per muoversi con criterio, studia immagini di riferimento e schede in cataloghi specialistici della numismatica italiana. Confronta vendite recenti in case d’asta affidabili; evita stime prive di riscontri. Prediligi esemplari periziati, soprattutto se l’errore è “di lettura”, come una lettera invertita o una ribattitura. Valuta il contesto: una 100 lire comune in BB con difettucci vale poco; la stessa moneta con un errore di leggenda netto e in alta conservazione può cambiare categoria.
Un esempio concreto: una 100 lire con “REPVBBLICA” dove la seconda “B” appare ribattuta e visibile a occhio nudo, in SPL pieno, ha margini reali per superare alcune centinaia di euro. Lo stesso difetto, ma sfocato e su moneta consumata, scende rapidamente di interesse. Se mancano dati certi sulla tiratura dell’errore, è corretto dirlo: in molti casi la rarità è “di mercato”, dedotta dal numero di apparizioni documentate.
Forse il bello è proprio qui: in quell’istante in cui la lente svela una lettera che non dovrebbe essere così. Una sbavatura diventa racconto, una moneta diventa pista. La prossima volta che una vecchia 100 lire ti passa tra le dita, prenderai la luce di taglio: chissà che la leggenda non ti parli, e non solo per ciò che dice, ma per come lo dice.





