Creare un Bagno En Suite: Guida alle Norme Edilizie e Suggerimenti di Design

Un bagno che si apre dalla camera cambia il ritmo delle mattine: due passi a piedi nudi, luce morbida, tutto a portata di mano. Ma perché quell’idea diventi realtà, serve un progetto lucido, qualche scelta furba e il rispetto di regole che non lasciano spazio al caso.

Norme e permessi: cosa serve davvero

La parte che fa la differenza arriva a metà del percorso: le norme edilizie. Aggiungere un bagno en suite è quasi sempre manutenzione straordinaria. In molti Comuni basta una CILA; scatta la SCIA se tocchi strutture o apri una nuova finestra in facciata. In condominio servono consensi per modifiche esterne e passaggi in parti comuni.

Gli impianti guidano la fattibilità. Avvicina il bagno alla colonna di scarico per ridurre tratti orizzontali e rumori. Mantieni la pendenza degli scarichi all’1–2%. Valuta un trituratore solo se non hai alternative: fa rumore e richiede manutenzione.

Ventilazione e igiene non sono opinioni. Il regolamento igienico nazionale consente bagni ciechi se c’è ventilazione meccanica con ricambio intorno a 12 volumi/ora. L’altezza minima del locale bagno è 2,40 m. L’accesso diretto dalla camera è di norma ammesso; l’anti-bagno è richiesto di solito solo per accessi da zone giorno o cucine. Le dimensioni minime variano per Comune: chiedi il Regolamento d’Igiene locale prima di disegnare la pianta.

Sicurezza elettrica: rispetta i “volumi” del bagno (zone 0-1-2), usa apparecchi con grado IP adeguato e proteggi tutto con differenziale da 30 mA, secondo la norma CEI 64-8. L’impermeabilizzazione è obbligo pratico, più che formale: guaina sotto le piastrelle, risvolti a parete e sigillature elastiche.

Design e dettagli che fanno la differenza

Prima immagina il gesto. Ami un layout open space con vetrata satinata, o preferisci una porta scorrevole che scompare? Il comfort nasce dalle misure giuste. Una doccia da 80×80 cm è il minimo vivibile; 90×90 cm è la soglia del piacere. Lascia 60 cm liberi davanti a wc e bidet e 20 cm laterali quando puoi. Se lo spazio è stretto, scegli sanitari sospesi e una cabina doccia in nicchia.

La luce regola l’umore. Se c’è una finestra, lavora con tende filtranti e specchi. Se il bagno è cieco, integra illuminazione a due livelli: tecnica (zona lavabo e doccia) e calda per la sera. La ventilazione meccanica silenziosa è un investimento che ripaga in salute e assenza di muffe.

Acustica e privacy contano più del colore delle piastrelle. Isola la parete dietro la testiera con lastre fonoisolanti e posiziona wc e doccia lontano dal letto. Rubinetteria a incasso riduce ingombri; un mobile lavabo sospeso “alleggerisce” gli spazi stretti. Pavimenti in gres antiscivolo R10-R11 mettono al sicuro i passi bagnati.

Un esempio reale aiuta. In una camera di 14 m², abbiamo ricavato un bagno di 3,2 m² dietro una boiserie: porta filo muro, doccia 90×80, lavabo da 60 cm e wc sospeso. Ventilazione meccanica h24 a basso consumo. Il risultato? Silenzio, niente odori, ordine visivo. La stanza sembra più grande, non meno.

Ultimo consiglio: progetta con una lista breve e sincera. Cosa usi ogni giorno? Quanto tempo vuoi dedicare alla manutenzione? Il bagno in camera è un gesto di cura verso te stesso. Che scena vuoi incontrare aprendo quella porta, domani mattina?

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